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Fiere, Rimini e Vicenza da oggi fuse in Italian exibition group

Venerdì, 28 Ottobre 2016

(Rimini) E’ stato il giornalista televisivo Paolo Del Debbio a celebrare la cerimonia delle nozze tra i poli fieristici di Rimini e Vicenza (la fiera romagnola detiene l’81% della società), oggi nella hall sud del quartiere espositivo riminese, in diretta video con la stampa finaziaria milanese e con la Fiera vicentina. Si parla di 119milioni di fatturato, 100 milioni di patrimonio netto, 61 prodotti in portafoglio (il 90 per cento di proprietà), 160 eventi e congressi, 270 professionisti, 22,1 milioni di ebitda, 13,6 milioni di ebit: numeri che ne fatto di fatto il primo gruppo del settore in Italia. Il brindisi finale ha annaffiato la torta di rito creata dal campione riminese di pasticceria Roberto Rinaldini.
Presidente del gruppo è Lorenzo Cagnoni, “uno degli uomini che ha contribuito a fare il sistema fieristico italiano e lo ha fatto da imprenditore pur essendo un uomo delle istituzioni”, lo descrive Del Debbio.
“Ci ha guidati la consapevolezza che o si aumenta la soglia dimensionale della propria azienda, diventando nel proprio campo uno fra i primi, o si è destinati a soccombere”, racconta Cagnoni. “Il gruppo partner doveva essere solido economicamente, complementare nel business, stabile e condividere la nostra visione strategica”, aggiunge spiegando la scelta su Vicenza. “Abbiamo sempre manifestato propensione all’integrazione, prima verso l’Emilia Romagna, poi anche oltre perché il criterio non è quello dei confini amministrativi, bensì quello del mercato. Siamo molto soddisfati di quest’operazione conclusa nell’arco di un pugno di mesi”.
Sulla linea di Cagnoni prosegue Matteo Marzotto, vicepresidente dell’Ieg, presidente della Fiera di Vicenza. “Quando sono arrivato in fiera ho trovato una buona società e buoni azionisti ai quali ho subito proposto azioni di aggregazione. Il piccolo è bello non era più valido bisognava crescere”.
Per il futuro prossimo, “a cominciare dal 2017, ci aspettiamo aumento del fatturato, per crescere e creare sviluppo cercando quello che è possibile nel mercato estero. Ci aspettiamo un buon programma di economie di scala da piano industriale. Ci siamo messi insieme per affrontare il mercato internazionale con più vivacità, prontezza, maggiore patrimonio economico. Sul mercato nazionale, che ha molte sofferenze, si può comunque tentare di qualche iniziativa che possa vivacizzare lo status quo”, sottolinea Cagnoni mentre Marzotto parla di “attrarre le aziende straniere in Italia”.
Per tutti e due è “importante” il cammino verso la quotazione in borsa, “un altro degli obiettivi che renderà la società più appetibile sul mercato”, spiega Marzotto. “Un obiettivo che perseguiamo in modo molto determinato”, gli fa eco Cagnoni.
Le prime novità per il nuovo gruppo si potranno conoscere il 3 novembre, quando si annuncerà l’acquisizione di due importanti marchi nel settore food, che contano complessivamente 90mila visitatori.


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